Il Parco di Racconigi, uno scrigno di biodiversità: lo studio degli studenti dell’AE del corso CAT

Il Parco di Racconigi, vasto polmone verde attorno alla città, contribuisce a rendere più suggestivo il paesaggio rurale e custodisce un rilevante patrimonio artistico e naturalistico.

Di origine medievale, il Parco assunse un assetto geometrico nel periodo barocco, con viali rettilinei e prospettive scenografiche, per poi trasformarsi, nell’Ottocento, in un giardino romantico all’inglese su progetto dell’architetto e scultore italiano Pelagio Palagi.

La ricchezza del Parco ha stimolato gli studenti della classe III E del corso CAT – Ionesi Amos, Nica Leonardo, Roibu Eduard e Scolaro Samuele – a realizzare uno studio volto a ricostruire la storia, l’arte e gli aspetti naturalistici del Parco del Castello, coordinato dai docenti Valentina Bosio e Domenico Francesco Robasto.

L’analisi ha messo in luce il notevole interesse ecologico del sito, riconosciuto anche dall’UNESCO. Il Parco è infatti tutelato all’interno della rete europea di conservazione Natura 2000. L’area ospita numerose specie vegetali, tra cui frassini, aceri, querce, olmi, carpini, tigli, pterocarie e platani, molte delle quali autoctone e tipiche della foresta planiziale, oltre a esemplari monumentali come l’olmo del Caucaso (Zelkova carpinifolia (Pall.) K. Koch).

Durante la loro analisi, gli studenti hanno fatto una scoperta sorprendente: nel 2020 una coppia di cicogne nere ha nidificato nel Parco del Real Castello. Si è trattato di un evento eccezionale, il primo caso registrato di nidificazione di questa specie in Pianura Padana. La cicogna nera predilige ambienti poco frequentati dall’uomo, circostanza che spiega la chiusura al pubblico di una parte dell’area verde.

Nelle zone umide del Parco è stata accertata la presenza della Rana di Lataste (Rana latastei Boulenger), un anfibio, endemico, vulnerabile inserito nella lista rossa delle specie minacciate di estinzione.

Il lavoro degli studenti ha messo in evidenza come il Parco del Castello non costituisca solo un giardino storico di grande interesse artistico e paesaggistico, ma un vero e proprio ecosistema, che ospita numerose specie minacciate dalla distruzione degli habitat e dall’inquinamento.