GLI STUDENTI DELL’AE DI RACCONIGI INCONTRANO LE INCREDIBILI STORIE
La forza delle parole, la suggestione delle immagini, la magia della narrazione: gli studenti del triennio dell’IIS Arimondi Eula mercoledì 1° aprile hanno partecipato allo spettacolo “Ognissante”, storie di donne, oggi spesso ricordate dal calendario dei santi, che hanno vissuto e raccontato con i loro corpi la sofferenza e la forza della vita, la speranza e la fede, la persecuzione e la resistenza. Nella sempre bella cornice della SOMS la museologa Serena Fumero, de Le Incredibili Storie, ha guidato i ragazzi in un viaggio storico, spirituale e, a tratti magico, attraverso la vita e la morte di donne di cui la storia dell’arte ha saputo conservare la memoria e la forza.
Belle, ricche, colte, e promesse spose al potente di turno, hanno detto NO. Sono state circuite, perseguitate, processate, torturate e uccise, ma la loro voce è giunta fino a noi, come un monito e un richiamo alla responsabilità. Un invito ad ascoltare le voci del femminile che ancora oggi gridano, in tanti luoghi della terra, no alle costrizioni, no all’emarginazione, no all’ingiustizia, no all’impossibilità di esprimere tutta la bellezza di essere se stesse. E allora come non pensare a Mahsa Amini mentre scorrono le immagini di Santa Maria Maddalena con i capelli sciolti, come non ricordare le tante donne vittime di violenza di genere mentre Caravaggio rappresenta il seppellimento di Santa Lucia o mentre Artemisia Gentileschi assume le sembianze di Giuditta che taglia la gola ad Oloferne? Come non rendere omaggio alla fatica di tante giovani e brillanti scienziate ed accademiche che ancora oggi faticano a farsi strada mentre Ipazia è l’unica donna presente nella Scuola di Atene di Raffaello, poco prima di venire uccisa da fanatici religiosi?
La data scelta per raccontare queste Incredibili Storie non è casuale: il 1° aprile il calendario riporta Santa Maria Egiziaca, vissuta nel IV secolo d.C. ad Alessandria d’Egitto. Ex prostituta scelse la vita eremitica del deserto portando come abiti solo la sua capigliatura. La storia della sua vita si confonde con le leggende di quella terra, ma la sua esperienza mistica le ha valso l’aureola della santità e una speciale protezione: le donne costrette a prostituirsi, le donne abbandonate, tradite, messe ai margini che un tempo, e in alcuni angoli della terra ancora oggi, conducevano e conducono vite di stenti.
Nelle rappresentazioni pittoriche dei grandi artisti italiani ed europei che scorrono sullo schermo e sul palco della SOMS i corpi di queste donne emergono con grazia o con prepotenza, recando con sé i segni del martirio o dei miracoli di cui furono oggetto che, nella narrazione pittorica, si trasformano quasi in magia e il male diventa un drago squartato e il bene un cavaliere senza macchia e senza paura, che però arriva troppo tardi, perché la fanciulla – santa si è già salvata da sola, con la sola forza della verità.
La dottoressa Serena Fumero ha catturato l’attenzione degli studenti con la sua passione e la sua competenza, lasciando loro un ultimo compito: le storie di queste donne sono ormai archetipi e si ripetono, così le ritroviamo come soggetti delle street artist e come protagoniste delle serie tv e del cinema contemporaneo. A noi la sfida di riconoscerle.
Ognissante
