SANTUARIO DI VICOFORTE DI MONDOVÌ

SANTUARIO DI VICOFORTE DI MONDOVÌ:  IL GIOIELLO BAROCCO CON LA CUPOLA ELLITTICA PIÙ GRANDE DEL MONDO

Gli studenti delle classi terze e quarte CAT e del Liceo Scientifico dell’Istituto Arimondi- Eula di Racconigi, sabato 19 novembre si sono recati al Santuario di Vicoforte di Mondovì per vivere la suggestiva esperienza della salita fino alla sommità della cupola, una delle più grandi al mondo, insieme a San Pietro in Vaticano, al Pantheon di Roma e a Santa Maria dei Fiori a Firenze.

La visita, della durata di due ore circa, ha permesso agli allievi e ai docenti accompagnatori, debitamente protetti da caschetti e imbrago, di effettuare un percorso mozzafiato all’interno della cupola, a  sessanta  metri di altezza, circondati da gioielli di pittura barocca raffiguranti la Vergine Maria . L’opera pittorica a tema unico si riallaccia alla nascita del Santuario, caratterizzata da un mix di storia e leggenda. Si narra infatti che verso la fine del 1400 fu eretto un Pilone votivo per volontà di un fornaciaio che aveva ottenuto una grazia dalla Vergine Maria.

A distanza di molti anni, un cacciatore del posto, durante una battuta di caccia, colpì il pilone nascosto dalla rigogliosa vegetazione. La leggenda narra che dall’immagine della Madonna, colpita nel ventre, sgorgassero gocce di sangue. L’avvenimento, ritenuto miracoloso, diventò motivo di attrazione per  tanti fedeli che giunsero in pellegrinaggio sul luogo; contestualmente l’evento attirò l’attenzione del duca Carlo Emanuele I di Savoia che diede il via alla  costruzione del grande Santuario in onore della Vergine .

La visita si è conclusa sulla sommità del cupolone, raggiunta dopo aver affrontato un percorso verticale molto suggestivo per le sue ridotte dimensioni , paragonabile  ad una canna fumaria,  all’interno del quale erano installati dei gradini in ferro. Scontato dire che lassù, dalla cima,  la vista del paesaggio è stata bellissima!

L’iniziativa ha permesso ai ragazzi di capire meglio l’arte barocca,  ma soprattutto quello stupore e quella meraviglia tanto teorizzati dalla poetica di  Giambattista Marino che così recitava : “E’ del poeta il fin della meraviglia.. Chi non sa stupir vada alla striglia”.  La mattinata però  non è stata solo una lezione di arte , bensì un’immersione concreta multidisciplinare che ha riguardato la sicurezza sui cantieri, la progettazione architettonica e strutturale di un edificio che,  nonostante la storicità, presenta caratteristiche che in qualche modo possono essere ricondotte ai cantieri odierni.