Cose Nostre, la Mafia vista da dentro e da fuori

Cose Nostre, la Mafia vista da dentro e da fuori.
L’esperienza del teatro in carcere è da sempre una delle migliori da proporre agli allievi dell’Arimondi Eula di Racconigi e Savigliano.

Quest’anno le 6 classi coinvolte hanno vissuto un’esperienza unica nel suo genere. Il corso di Teatro di Voci Erranti con Grazia Isoardi e Marco Mucaria ha proposto uno spettacolo all’apparenza leggero, una grande televisione che ricorda i sabati sera della Carrà, spettacolo molto danzato e stranamente colorato ma sotto sotto con un grande messaggio.

La cultura della Mafia può e deve essere sostituita dalla cultura dell’apertura e della bellezza che il nostro Sud Italia possiede sicuramente. Ragazzi e uomini detenuti per legami mafiosi che mettono in scena uno spettacolo contro la Mafia: un messaggio meraviglioso. Ragazzi e uomini che vivono lo stereotipo della società patriarcale che ballano Rumore della Raffaella nazionale con tanto di parrucca biondissima.

I nostri allievi sono rimasti folgorati da questa interpretazione. Miriam frequenta il quinto anno del liceo classico ed è con Beatrice, sua compagna,  attrice di uno spettacolo struggente sulla morte di bambini e ragazzi vittime della Mafia. Non crede ai suoi occhi nel vedere ex mafiosi interpretare questo meraviglioso messaggio di speranza. Giacomo, un suo compagno, con tantissimi altri allievi presenti alla “Felicina” è il protagonista di Maffia, spettacolo scritto ed interpretato da studenti del Liceo Arimondi. Attori ragazzi che incontrano mafiosi che parlano male della mafia. Anche gli insegnanti sono senza parole per quanto sia credibile questo lavoro.

Un grazie speciale alla collega Silvana Gallo che riesce a coinvolgere la scuola in queste esperienze di vita.

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