progetto FORME/SETA – Museo della Seta – Racconigi.

La classe 2 A Mecc 2021/22 dell’istituto Arimondi Eula di Racconigi con le professoresse Nadia Minervini e Ilenia Pusterla ha partecipato al progetto FORME/SETA presso il “Museo della Seta Mario Monasterolo” a Racconigi.

Il progetto è curato dalla dottoressa Valentina Coraglia, designer per il territorio e dottoranda di ricerca al Politecnico di Torino, con la collaborazione della Associazione sul Filo della Seta” di Racconigi e di un team di esperti. 

Come tramandare il patrimonio materiale di un territorio custodito all’interno di un museo? Come ricostruire una relazione tra comunità e il patrimonio materiale del passato custodito dentro e fuori un museo?” Il progetto FORME, con un focus specifico sulla seta, vuole rispondere proprio a queste domande attraverso l’utilizzo del design e la produzione di nuove forme visive, stimolando la partecipazione della comunità locale alla vita del museo, facendone conoscere e tramandando il patrimonio locale ivi custodito. 

Obiettivo del progetto è anche quello di indagare e riconoscere il potenziale dell’utilizzo del design e delle pratiche creative nel contesto territoriale di Racconigi. Tutte le attività del progetto si sono svolte presso il Museo della Seta Mario Monasterolo di Racconigi, il 29 aprile, il 20 maggio e 27 maggio. 

Il primo incontro è stato “teorico” e conoscitivo: è stata spiegata agli allievi la nascita del museo e della storia della tradizione della seta a Racconigi ed illustrato il progetto. Gli altri incontri sono stati pratici” e operativi: gli allievi si sono divisi in gruppi di lavoro, fotografia, arte, grafica e politiche sociali, ogni gruppo aveva un tutor ed un rispettivo progetto artistico. 

Nel laboratorio di fotografia, coordinato dalla fotografa Irene Rubiano, i ragazzi hanno esplorato le varie declinazioni del tempo: passato, presente e futuro, in una forma “liquida”, secondo processi non lineari del tempo, ma misurandosi tra tecniche primordiali e formule del tutto recenti. Nella prima giornata hanno realizzato una ELIOGRAFIA, un’impressione a contatto di foglie di gelso e seta grezza su carta fotografica sensibile alla luce e non fissata con processi chimici: quindi un’immagine di per sè instabile e precaria, così come potrebbe essere una memoria storica non trasmessa e perciò destinata a scomparire. In seguito, hanno preso visione di un FONDO FOTOGRAFICO di una famiglia borghese, proprietaria di Setifici in Racconigi: hanno visionato alcuni negativi di inizio ‘900 attraverso la conversione in immagini positive, tramite App scaricata sui propri dispositivi cellulari.

Nella seconda giornata, partendo da fotocopie contenenti immagini del secolo scorso di filande e filatoi di Racconigi, i ragazzi hanno elaborato un foto-collage, inventando forme architettoniche nuove per un paesaggio contemporaneo. Il risultato dei quattro lavori realizzati, è stato digitalizzato con smartphone, stampato in quadricromia in tempo reale formato cartolina (ed esposto in museo a fianco di cartoline con immagini di inizio secolo scorso) e anche montato in un collage di gruppo creando un Reel su App instagram.

Un processo temporaneo, la cui esposizione nella rete web, ha avuto una durata di sole 24 ore. “Il passato rivendica una narrazione: impara dal passato, ma vivi ora e pensa al futuro.” 

Nel laboratorio di arte, con il tutoraggio di Cristina Fenoglio, i ragazzi hanno realizzato opere d’arte utilizzando forme appartenenti al patrimonio del Museo in una rielaborazione artistica all’insegna di queste parole chiave individuate preliminarmente: libertà, liberazione, creatività, seconda vita, opportunità, evoluzione, fioritura, identità, azione e riflessione. Le opere realizzate sono state intitolate: 1) seconda vita 2) sulle ali del nuovo mondo 3) segreto. 

Il laboratorio di grafica e prodotto, seguito inizialmente dalla designer Alice Lotti e poi da Valentina. Il workshop che ha proposto Alice è una attività di progettazione grafica. Partendo da un formato dato e da un set di segni grafici dati, i ragazzi hanno lavorato creando delle composizioni a collage che traducessero in visivo le forme del Museo della Seta al fine di raccontare una storia e tradurre dei concetti. Le composizioni progettate sono poi state trasposte su un supporto tessile che ricordasse un paramento classico, rivisitato e rivisto in maniera contemporanea con le forme del presente. Il paramento: una stola dal formato simile alla stola che il prete indossa durante le celebrazioni ecclesiastiche ha dunque una funzione narrativa che si sviluppa sulla lunghezza del formato. È diventata un tessuto confezionato da una azienda che realizza tessitura artistica. Nella seconda giornata i ragazzi hanno proseguito il lavoro iniziato con la realizzazione di un “Alfabeto del Museo” collegando le lettere ai contenuti del Museo con il loro punto di vista. 

Per le politiche sociali gli studenti sono stati seguiti dall’illustratrice Fiammetta Ghiazza. Insieme agli studenti hanno incominciato leggendo dei brani riguardanti la condizione di lavoro delle donne nelle filande piemontesi. 

Si sono soffermati su frasi e parole che incuriosivano approfondendole e analizzandone i significati. Hanno annotato tutta la ricerca su un grosso telo che è diventato una grande lavagna collettiva. Le parole evocano immagini e come un collage sono state inserite anche quelle. Parole e immagini sono state poi collegate tra di loro cucendole con il filo.

Attraverso i laboratori pratici, gli studenti hanno potuto fare esperienza concreta della storia custodita all’interno del Museo contribuendo a garantire, con nuove modalità, un futuro al patrimonio serico di Racconigi. Il magnifico passato della città legato alla produzione della seta, grazie ai ragazzi dell’istituto Arimondi Eula di Racconigi, ha ripreso nuovamente vita attraverso nuove FORME.

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