BULLISMO E CYBERBULLISMO

ARIMONDI EULA : LA LOTTA AL BULLISMO E CYBERBULLISMO AI TEMPI DELLA DAD

L’Istituto Arimondi Eula di Savigliano e Racconigi, anche in situazione pandemica, continua ad erogare i suoi servizi di educazione–formazione tramite la tanto controversa DAD che, nonostante le accese critiche, permette comunque  di“andare avanti” , di proseguire le attività formative anche se in distanza.

Tra le tante iniziative avviate, interessanti e quanto mai attuali sono stati gli incontri sul tema del bullismo e del cyberbullismo che, nei primi quindici giorni di marzo, la Scuola ha rivolto a tutti i suoi studenti –liceali e tecnici- invitandoli così a riflettere su  una problematica ormai sempre più rilevante anche in ragione dell’attuale situazione emergenziale; in questi giorni di lockdown, infatti, i ragazzi si ritrovano a trascorrere tanto tempo di fronte ad un computer, spesso in balia di “nemici invisibili”, che li spingono a trasformarsi , a seconda dell’indole di ciascuno di loro, in bullo o vittima. Ed ecco che nella quotidianità possiamo avere  degli adolescenti-cyberbulli mutati in “Divinità” dietro a una tastiera, protetti da un nickname  che li rende “vigliaccamente“ spavaldi, pronti ad offendere, ad ingiuriare, oltraggiare  e tutto ciò per poter riscattare  il loro senso di vuoto e la loro nullità nella vita reale. Per contro abbiamo  ragazzi che subiscono, soffrono in silenzio, incapaci di ribellarsi, di reagire e dunque di uscire da un vortice di insulti che spesso li porta ad epiloghi tragici.

Ed è proprio su questo punto che la Scuola è intervenuta, consapevole che le uniche “armi” da dare agli studenti contro il bullismo e il cyberbullismo, sono l’informazione e la divulgazione. Grazie alla chiarezza dei relatori, l’esperto di comunicazione digitale Valerio Ferrero e la psicologa Emma Bertuzzi, la tematica è stata affrontata in tutti i suoi aspetti: definizione e dati statistici, varie forme di bullismo, soggetti coinvolti, comportamenti e azioni possibili, conseguenze della velocità di diffusione di  “ciò che viene postato” sul web, difficoltà, se non impossibilità, di arginare  ciò che viene divulgato in rete .

La fruibilità dei contenuti è stata resa ancor più incisiva da un’esposizione informale, ma al contempo rigorosa, avvalendosi di un linguaggio grafico molto vicino agli adolescenti, quale quello dei personaggi della serie animata “I Simpson”.

I relatori a conclusione del loro intervento hanno lasciato agli studenti alcuni spunti su cui riflettere: un’immagine, una notizia scambiata in assoluta “buona fede” con un amico/a, può, sul web, deflagrare e diventare, a seguito di ulteriori passaggi, di dominio pubblico; l’importanza da parte delle vittime di avere un atteggiamento non passivo, di chiusura in se stessi , bensì reattivo e di apertura agli altri, facendosi aiutare da figure familiari o istituzionali ed infine  il dovere da parte di coloro che assistono o vengono a conoscenza di tali fenomeni, di non voltare lo sguardo ma di adottare comportamenti adeguati, se non altro per “tirare fuori” il problema.

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